Wild Mazzini sbarca a Londra per Encode

2019/09/18

È passato poco più di un anno dall’apertura, a Torino, di Wild Mazzini, la prima galleria italiana a indagare dal punto di vista artistico una disciplina — l’information design — che negli ultimi anni ha conquistato una posizione sempre più centrale sia all’interno del panorama della progettazione grafica che in quello del giornalismo, ma che raramente è riuscita a inserirsi in quello dell’arte contemporanea. Sul dualismo artista/designer, dopotutto, si dibatte da decenni, ed è evidente una certa resistenza nel considerare arte la rappresentazione visiva dei dati.

Clemente Adami, Federica Biasio e Davide Fuschi, i tre fondatori di Wild Mazzini, hanno tuttavia dimostrato che basta cambiare prospettiva e puntare l’attenzione sull’intenzione. È l’intenzione a spostare la “cornice”: dalle pagine di un giornale, di una ricerca o di una presentazione ai muri di una galleria.

Quando ho avuto occasione di intervistarli, Adami, Biasio e Fuschi hanno parlato dei protagonisti delle prime esposizioni organizzate presso il loro spazio come di figure a cavallo tra i due mondi: «ricoprono spesso ruoli di primo piano nei settori della comunicazione, dell’editoria, del marketing o della ricerca, ma al tempo stesso sviluppano percorsi personali. Gli strumenti con i quali lavorano sono gli stessi, ma nel primo caso sono a servizio di un obiettivo fissato da qualcun altro, mentre nel secondo rispondono ad una poetica, frutto del proprio gusto, attitudine o vissuto».

Un’intuizione, quella di Wild Mazzini, che ha immediatamente avuto successo. Le tante mostre organizzate finora hanno dato spazio ad artisti italiani e non, offrendo al pubblico opere che traducono in bellezza le complessità del mondo contemporaneo, proponendo un modo “altro” per leggerle.

E non poteva esserci modo migliore — per aprire una nuova stagione di progetti ed esposizioni — che una consacrazione internazionale. La galleria torinese, infatti, è tra i partner di Encode, una conferenza di due giorni sull’information design e le sue intersezioni con il giornalismo e l’istruzione.

Organizzata a Londra, Encode — che ha tra i fondatori una vecchia conoscenza di Frizzifrizzi: Piero Zagami di Market Cafe Magazine — vedrà confrontarsi e tenere dibattiti e workshop alcuni tra i più grandi nomi a livello mondiale, alcuni dei quali già passati per le bianche pareti di Wild Mazzini, come Valentina D’Efilippo, Matteo Moretti, Stefanie Posavec e Miriam Quick.

Durante il festival, che si terrà il 19 e 20 settembre, la galleria porterà nella capitale britannica anche una mostra allestita con una selezione delle opere già presentate a Torino dalla prima inaugurazione a oggi.

FONTE: FRIZZIFRIZZI