Umanità Aumentata

2019/06/04

Identità contemporanee tra dati e rappresentazione

Dal 7 giugno al 20 settembre 2019 la mostra collettiva curata da Wild Mazzini, con Marco Ruffino, al Circolo del Design

Droni e smart glass, il sistema di credito sociale da poco proposto dal governo cinese, le tecnologie di self-tracking come Fitbit, WikiLeaks e le conseguenze globali che ha causato: la grande quantità di informazioni sull’uomo di cui disponiamo oggi, tra big e small data, ci permette di tracciare come mai prima d’ora i contorni della nostra umanità, sia individuale che comunitaria, rendendola di fatto un’umanità potenziata, aumentata.

Tuttavia proprio questa moltitudine di dati rende estremamente sfumata la nostra identità, che si apre a nuove interpretazioni e a molteplici possibilità di progettazione.
Infatti quando la rappresentazione dei dati riguarda l’uomo, la sua condizione e i prodotti della sua azione, spesso si genera una frattura tra ciò che pensiamo di noi e ciò che i dati stessi raccontano.

In questi anni di Umanità Aumentata, ultra condivisa e continuamente in trasformazione, che vede l’individuo sempre più prossimo alla perfettibilità della macchina, è proprio l’umanità a rimanere nascosta: una grande incognita, un mistero tanto più fitto quanto più complessa e puntuale ne diventa la rappresentazione. Così, mentre le tecnologie che abbiamo sviluppato tengono il conto di ogni nostro atto, ci sforziamo di riconoscerci e immaginare il nostro futuro.

La mostra propone un percorso tra le “forme spezzate” dell’uomo e della donna contemporanei: infografica, data visualization, photoviz, data art, sonification che attraversano tempo e desiderio, relazione con l’altro, complotti tecno-economici e ancora violenza, sessualità, convivenza e corporeità.

In questo caleidoscopio la mostra offre allo spettatore anche la possibilità di contribuire alla ricerca dell’uomo sull’uomo attraverso un’installazione interattiva, analogica e senza filtri, che invita a trovare la propria prospettiva.