Corriere della Sera – Torino
12.12.2019

Francesca Angeleri

Wund3rkamm3r è una sintesi dei primi due annio di vita della galleria e in cui saranno esposte opere appartenenti ad alcuni tra i più grandi esponenti mondiali della data-art.


ELLE DECOR
17.11.2019

Isabella Clara Sciacca

Il primo, forse l’unico, spazio al mondo dedicato esclusivamente all’information design ha aperto i battenti poco più di un anno fa ma vanta già numerose esposizioni al suo attivo.


WIRED
18.10.2019

Federica Maccotta

Nata grazie al progetto Datapoiesis e pensata come un’opera d’arte per gli spazi pubblici, la scultura di dati è stata acquisita a luglio dalla Farnesina per la sua collezione permanente di arte contemporanea. Dal 28 ottobre al 4 novembre sarà esposta a Torino, in occasione della settimana dell’arte, alla galleria Wild Mazzini.


La Stampa
26.09.2019

Francesca Rosso

I dati digitali – spiega Cerrone – sono le tracce che le persone lasciano nella città […] sono strati che lasciamo ogni volta che ci connettiamo a twitter, instagram o altri servizi.


Corriere della Sera – Torino
26.09.2019

In vista della progettazione del collegamento ferroviario sottomarino che sarà parte della rail Baltica della rete TEN-T le due città stanno ragionando sulle caratteristiche delle rispettive vite sociali, economiche e culturali.


ICON design
20.06.2019

Tra le opere presenti, quelle dei maggiori protagonisti dell’information design internazionale come Giorgia Lupi, Valentina d’Efilippo, Mario Klingemann e Adolfo Arranz.


La Repubblica
30.05.2019

Le opere dell’artista sono il risultato di un iter che trova nel tempo la sua impronta maggiore.


La Repubblica
15.05.2019

Guido Andruetto

Arler ha sempre studiato con le sue mappe, da un punto di vista artistico, i meccanismi e le dinamiche sociali e psicologiche che regolano i rapporti tra individuo e individuo e collettività/comunità.


Corriere della Sera – Torino
23.04.2019

Alessandro Chetta

In realtà, Bastiaan, a suo modo geniale, schematizza così il proprio boulevard per la felicità. Che poi, come volevano gli antichi, coinciderebbe con l’epistéme, la conoscenza, esatto opposto della doxa, dell’opinione, quindi dei social network.


La Stampa
03.02.2019

Giulia Zonca

Confrontando i dati si scopre che far arrivare il messaggio al più vasto numero di persone non è sempre l’obiettivo. Non è Facebook con una classifica dei “mi piace” che diventa indice di popolarità. Anzi, a volte si creano comunità. Il media permette di scavalcare i confini e riunire interessi comuni e anche di escludere.


Frizzi Frizzi
31.01.2019

Simone Sbarbati

#HashedTime mostra gli hashtag più popolari del giorno insieme a quelli dello stesso giorno ma degli anni passati, arrivando fino al 2006, cioè quando venne lanciato Twitter. A questi unisce le foto di Instagram più di tendenza, spingendosi però solo fino al 2010, anno in cui l’app arrivò sugli smartphone.


Le Macchine volanti
28.01.2019

Andrea Daniele Signorelli

“Non si tratta, però, solo di computare milioni di dati; ma di trovare proporzioni tra gli elementi, dare loro una prospettiva, trovare delle ridondanze, un ritmo e fornire a tutto questo una versione visiva. Il tema della scelta, ovviamente, è molto importante ed è tipico dell’arte”

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