Cambi di stato, Mostre

Where, When, How Many?

Project
  • where Wild Mazzini
  • date 01.10.2018 - 06.01.2019
  • notes Stampa fine-art su carta; manufatti in vetro e metallo

Quante persone servono per fare un esodo?
Come si misura l’identità di un individuo?
Dopo quante generazioni una famiglia può dirsi integrata?
Quanti chilometri da casa rendono qualcuno un migrante?
Dove iniziano e dove finiscono i confini?

Quando parliamo di migrazioni ciò che separa il “sentire comune” dalla realtà spesso ruota intorno a poche informazioni. Tuttavia se è impossibile contare (e raccontare) tutte le storie che albergano alle frontiere che segnano la differenza tra essere dentro ed essere fuori, è molto facile confondere scelte individuali e urgenze globali, etnie e religioni, luoghi di approdo e mete desiderate.

WHERE WHEN HOW MANY? è la mostra collettiva di Wild Mazzini, curata insieme a Matteo Moretti, che ospita opere di Pedro M. Cruz (US), Delphine Papin (FR), Max Hornaecker (IT/DE), Christina Bonanno e Niel Caja Rubio (CA), Davide J. Mancino (IT), Marco Hernandez (CR/HK), Madelene Wikskär (S/US).

OPERE E AUTORI

La mappa realizzata da Delphine Papin (FR), cartografa de Le Monde, è contenuta nel volume Atlante delle frontiere (in Italia edito da add) e prende le mosse dal concetto di «scontro di civiltà» proposta da Bernard Lewis e Samuel Huntington. La tavola restituisce in una sola inconsueta disposizione quattro differenti percezioni del mondo.
2018 | Mappa | Stampa in fine-art

“El Dorado” del designer Max Hornäcker (DE/IT) è un’opera che si serve di oggetti tangibili – sette capsule di vetro trasparente – per dare forma ai dati che spiegano la relazione tra italiani e stranieri. Il pubblico ha la possibilità di comprendere a colpo d’occhio, interagendo con le capsule contenenti chicchi di riso, monete o grani del rosario alcuni dati sulla popolazione straniera.
La questione che l’autore pone è se gli stranieri siano o meno un’opportunità per il nostro Paese.
2017 | Data physicalization

La tavola “Ethnic Portrait of Canada” dei graphic designer Niel Caja Rubio e Christina Bonanno (CA) mostra le origini demografiche di ogni provincia canadese e il legame con le singole nazionalità d’origine. Questa ricostruzione racconta la ricchezza di una nazione che ha fatto del soft-power la propria leva a livello internazionale.
2013 | Data visualization | Stampa in fine-art

Pedro M. Cruz (US), docente di architettura dell’informazione, e John Wihbey (US), docente di giornalismo, entrambi presso la Northeastern University di Boston, hanno pubblicato sul National Geographic una visualizzazione che analizza oltre due secoli di migrazioni verso gli Stati Uniti. Una stratificazione culturale e religiosa che prende le sembianze di un organismo vivente, simile ai cerchi concentrici degli alberi.
2018 | Data visualization | Stampa in fine-art

“Power of your passport” delI’infographic designer Marco Hernandez (CR/HK), realizzata per il South China Morning Post, mette in luce il valore del passaporto di Hong Kong in relazione alle principali mete a livello internazionale. La tavola riepiloga anche il ranking globale dei passaporti, evidenziando come la maggioranza di quelli emessi da Paesi Occidentali beneficino del maggior numero di visa-free access.
2018 | Data visualization | Stampa in fine-art

Madelene Wikskär (SE/US), artista e designer svedese collaboratrice di BuzzFeed a New York, con “The swedish emigrants” ha dato forma ai flussi di uomini e donne svedesi che all’alba del XIX secolo si sono imbarcati per raggiungere l’America. Qui i dati diventano sinuosi tratteggi che richiamano le correnti d’acqua dell’Oceano Atlantico.
2015 | Data visualization | Stampa in fine-art

Il lavoro del data journalist Davide J. Mancino (IT) pubblicato per La Lettura del Corriere della Sera, è una fotografia della migrazione italiana verso altri Paesi dal 1881 al 2011. Un flusso silenzioso di migliaia di persone che è andato a costruire quelle “Italy” che dall’Australia all’Argentina, dagli Stati Uniti alla Germania hanno reso il nostro un Paese indimenticabile.
2018 | Data visualization | Stampa in fine-art