Nella primavera del 2018, pochi giorni prima dell’apertura di Wild Mazzini, l’artista tedesco Gunter Demnig ha installato la pietra d’inciampo dedicata a Remo Obbermito proprio davanti al civico 33 di via Mazzini, dove si trova la galleria.

Questa coincidenza ci ha spinto ad approfondire la vicenda di Remo e quella delle altre persone che le Stolpersteine di Torino testimoniano. In breve tempo è nata l’idea di restituire visivamente ciò che le Pietre singolarmente raccontano.

Allora abbiamo chiesto alla visual designer Michela Lazzaroni di realizzare una data visualization che, tra arte e design, trasfigurasse alcune informazioni chiave di ciascuna Pietra.

La tavola mostra uno spaccato della storia della città, di un periodo oscuro della nostra storia, ma sopratutto la storia di quelle persone, di cui solo sei sopravvissute alla deportazione.

“Una notte lunga sedici mesi” è un panorama notturno illuminato dalle 114 Pietre d’inciampo divenute stelle a cui guardare per non smarrire la strada, anche nei momenti più bui. Ogni Pietra, elevata da terra, riporta il nome e il sesso della persona, l’età al momento dell’arresto e il motivo (principalmente perché ebreo o dissidente politico), in alcuni casi il legame famigliare.

Michela Lazzaroni

Laureata in Design della Comunicazione presso il Politecnico di Milano, Michela Lazzaron si occupa come freelance di data visualization, information design e grafica editoriale.

Collabora con diverse case editrici, università e progetti culturali. Le sue infografiche vengono pubblicate su “La Lettura”, l’inserto culturale del Corriere della Sera.