11 aprile - 2 giugno 2019
Wild Mazzini
Personale

Nell’antico teatro greco, il Deus Ex Machina aveva la funzione di sciogliere una situazione sociale o morale apparentemente senza soluzione… Ma quando si tratta di un dilemma della conoscenza, quali forme può assumere la divinità?

Quando abbiamo selezionato i progetti per questa stagione espositiva – chiamata proprio “Ex Machina” – ci siamo chiesti come potessimo affrontare la complessità del contemporaneo. In questo quadro le opere di Arler, i suoi dispositivi cognitivi, hanno forme che pur non determinando degli assoluti, affrontano fasi sempre più profonde di un personale modus operandi cognitivo.

In tal modo le soluzioni si sviluppano a partire dalla circolarità, ovvero quella perfezione che può trovare nella domanda successiva il significato della precedente.

La scelta di superare, con questa mostra personale, le strutture visive così spesso associate ai dati, ci dà la possibilità di indagare i possibili paradigmi della conoscenza e rappresenta per Wild Mazzini un nuovo approccio alla complessità.

La mostra raccoglie opere che riguardano l’informazione, la produzione di conoscenza e la loro indagine.

I singoli pezzi esplorano processi cognitivi e offrono “dati sui dati“, ma soprattutto “conoscenza della conoscenza”.

Le opere infatti mostrano i dispositivi cognitivi che ho sviluppato per indagare il problema, il processo e il prodotto. Inoltre offre una esplorazione della logica stessa: tento di definire le forme del pensiero, della conoscenza e della loro interazione.

Bastiaan Arler

Bastiaan Arler

Olandese di nascita, Arler è noto soprattutto per le opere che combinano molteplici media in una continua indagine sulle dinamiche che governano la società e, a sua volta, il singolo individuo.

Le sue ricerche utilizzano un mix di intuizione e osservazione scientifica che mettono a fuoco costrutti come il tempo, il denaro e l’arte stessa. A questo scopo, utilizza i diagrammi sia come metodo di pensiero critico che come strumento artistico.

Arler segue un percorso alternativo rispetto alla più ampia parte dell’arte contemporanea, guidato da un’innata sollecitazione a comprendere le costanti e i vincoli che definiscono i limiti del sé all’interno della società.

Tra le sue azioni più recenti, una performance di disegno dal vivo Manifesto del futuro della musica commissionata da Audi (2015), l’installazione e la performance Order and Chaos Within (Within Chaos and Order) alla Triennale di Milano, commissionato da Costume National (2014), i suoi studi sui cicli economici in Timepiece for Recurrent Economic Phenomena per la galleria NOPX di Torino e la serie di sculture Constructs, realizzate con i mattoncini LEGO (2013).

Ha esposto anche al Museo Vanabbe di Eindhoven, al Neon Campobase di Bologna e all’Accademia Albertina di Torino.

L’opera di Arler è stata inserita nella collezione Imago Mundi di Luciano Benetton e in diverse collezioni private.
Vive e lavora a Torino, Italia.