Dove metti i piedi

2018/03/31

Il pavimento, anzi i pavimenti della galleria erano nascosti da anonime piastrelle lucide, neppure Clemente ricordava come fossero davvero. Solo in un angolo spuntavano degli esagoni crema e bordeaux.

Ci confrontiamo e decidiamo di rischiare: iniziamo a rimuovere le piastrelle e viene fuori che la prima stanza ha un pavimento di graniglia, spesso e compatto; la seconda invece è un sistema ordinato di esagoni, elegante e sobrio. Ma in mezzo c’è un disastro: pezzi mancanti e residui di cemento.

Ed è a quel punto che il genio di Nicoletta Carbotti aka Fattoreq ci viene in soccorso, per la seconda volta, proponendoci d’inserire una lastra di metallo… e così facciamo. Ora sotto i piedi di via Mazzini 33 ci sono tre storie e tre tecniche diverse che dialogano e ci ricordano che cambiare si può e forse si deve, ripartendo dal basso.